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FRANCESCO BALILLA PRATELLA (1880 - 1955)

FRANCESCO BALILLA PRATELLA (1880 - 1955)

Francesco Balilla Pratella nacque a Lugo nel 1880 e morì a ravenna nel 1955. Fu compositore e musicologo.

Francesco Balilla Pratella nacque in un ambiente familiare favorevole alla pratica della musica. Il padre suonava, infatti, la chitarra e dava delle lezioni al figlio quand’era piccolo.
Nel 1899 è ammesso al conservatorio di Pesaro e segue i corsi di Mascagni e Cicognani e nel 1903 si diploma in composizione.

A Parigi conosce Luigi Russolo ed entra a far parte a pieno titolo del gruppo di artisti futuristi. Il Manifesto tecnico della musica futurista del 1911 proclama l'atonalismo, l'enarmonia, la polifonia in senso assoluto e il ritmo libero.
Prima di incontrare Marinetti e di aderire al futurismo, si era interessato ai canti popolari della sua regione che influenzeranno la scrittura di cinque poemi sinfonici intitolati Romagna che poi approdarono all'opera dialettale La Sina’d Vargöun (Rosellina dei Vergoni). Il 20 agosto 1910 Pratella esegue l'intermezzo della La Sina’d Vargöun al Teatro comunale di Imola ed è qui che fa la conoscenza di Marinetti. Lo stesso anno Pratella redige il Manifesto dei musicisti futuristi (11 ottobre 1910) che sarà seguito dal Manifesto tecnico della musica futurista (11 marzo 1911) e dalla Distruzione della quadratura (18 luglio 1912). Nel 1912 l'editore bolognese Bongiovanni pubblica un volume chiamato Musica futurista, nel quale Pratella è presentato come il punto di riferimento in materia di musica futurista. L'Inno alla vita è la sua prima composizione che aderisce ai principi musicali futuristi. Nel 1913 comincia a comporre L'aviatore Dro, la sua seconda grande opera futurista, nella quale introduce un’orchestra mista di strumenti tradizionali e di intonarumori.  
Morì nel 1955 a Ravenna.

La totale libertà espressiva già proclamata da Marinetti in poesia viene da Balilla Pratella tradotta in musica coll'uso cosciente del rumore, prodotto dagli intonarumori di Luigi Russolo.
Interventista e nazionalista, prende progressivamente le distanze dalle musiche di Debussy, Schoenberg, Mahler o Ravel. Nella seconda parte della sua produzione, tornato a stabilirsi in Italia, trascorre la vita in Romagna dove prende contatto col musicista forlivese Martuzzi e pone le basi per studi sistematici sul folklore romagnolo, fondamentali e pioneristici per l'Italia, paralleli a quelli di Bartòk e Kodaly. I risultati delle sue ricerche sono la base di partenza per l'armonizzazione a cappella per coro a voci miste dei canti della sua terra. 

Oltre alla sua attività di compositore Pratella promuove la musica futurista scrivendo molti articoli nelle riviste dell'epoca. In quanto teorico della musica futurista, Pratella scrisse un volume di didattica musicale.

Pratella fu con Luigi Russolo un padre della musica futurista e quindi un attore molto importante nell'avanguardia musicale europea; con la sua esperienza di musicista di professione ha dato al movimento una certa credibilità e la possibilità di elaborare teorie musicali molto tecniche come l'enarmonia.





Ultimo aggiornamento: 28/06/2016 (Redazione di Lugo)

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