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Bagnacavallo: CONSORZIO "IL BAGNACAVALLO"
Consorzio nato per la valorizzazione dei prodotti tipici del distretto di Bagnacavallo. Il suo paniere contiene vini, aceti, distillati, "saba", miele, carni, fiori, calzature e il "Dolce di San Michele", prodotti da numerose aziende di Bagnacavallo e dintorni.
Consorzio nato per la valorizzazione dei prodotti tipici del distretto di Bagnacavallo. Il suo paniere contiene vini, aceti, distillati, "saba", miele, carni, fiori, calzature e il "Dolce di San Michele", prodotti da numerose aziende di Bagnacavallo e dintorni.
Bagnacavallo: DOLCE DI SAN MICHELE
Fin dagli anni intorno al mille la festa del patrono di Bagnacavallo, l'arcangelo Michele, era un'occasione per concedere qualcosa anche alla gola. I dolci di allora erano focacce al miele con frutta secca di stagione. Rimanendo sostanzialmente nello stesso filone, pur con le dovute varianti che la tecnica dolciaria ha acquisito negli anni, i fornai della città preparano questo dolce, che prende il nome dal Santo patrono, unicamente durante la settimana della festa. Panna cotta, uova, zucchero, noci, mandorle e pinoli, sapientemente dosati, lo rendono particolarmente gradito, soprattutto se servito fresco con un buon bicchiere di passito.
Fin dagli anni intorno al mille la festa del patrono di Bagnacavallo, l'arcangelo Michele, era un'occasione per concedere qualcosa anche alla gola. I dolci di allora erano focacce al miele con frutta secca di stagione. Rimanendo sostanzialmente nello stesso filone, pur con le dovute varianti che la tecnica dolciaria ha acquisito negli anni, i fornai della città preparano questo dolce, che prende il nome dal Santo patrono, unicamente durante la settimana della festa. Panna cotta, uova, zucchero, noci, mandorle e pinoli, sapientemente dosati, lo rendono particolarmente gradito, soprattutto se servito fresco con un buon bicchiere di passito.
Conselice: I RANOCCHI
È uno dei piatti più prelibati della gastronomia di valle, si cucinano in umido, fritti o in delicati risotti. Il posto giusto dove gustarli è Conselice. La cittadina dedica a questa specialità una rinomata sagra che si tiene nella seconda metà di settembre.
È uno dei piatti più prelibati della gastronomia di valle, si cucinano in umido, fritti o in delicati risotti. Il posto giusto dove gustarli è Conselice. La cittadina dedica a questa specialità una rinomata sagra che si tiene nella seconda metà di settembre.
Fusignano: I VIOLINI E I CORELLI
Rossi a forma di cuore o sinuosi a forma di violino, i Corelli e i Violini di Corelli sono i buonissimi biscotti creati dalla sapienza artigiana dei Fornai di Fusignano e disponibili anche in una elegante ed originale confezione.
Rossi a forma di cuore o sinuosi a forma di violino, i Corelli e i Violini di Corelli sono i buonissimi biscotti creati dalla sapienza artigiana dei Fornai di Fusignano e disponibili anche in una elegante ed originale confezione.
Russi: IL BEL E COT
Il bél e còt o bél a còt, pur avendone l'aspetto non è un cotechino, è un insaccato che si produce con carne muscolosa di maiale e cotica e si gusta specialmente durante la Festa della Madonna dei Sette Dolori (terza domenica di settembre).
Il bél e còt o bél a còt, pur avendone l'aspetto non è un cotechino, è un insaccato che si produce con carne muscolosa di maiale e cotica e si gusta specialmente durante la Festa della Madonna dei Sette Dolori (terza domenica di settembre).
Bagnacavallo: IL BIANCO DI SAN MICHELE
Frutto di un uvaggio di Chardonnay e di altri vitigni precoci, fermentato a freddo con lieviti selezionati, è un vino giovane già pronto a fine settembre, grazie alla vendemmia agostana, per essere bevuto in occasione della festa del Patrono di Bagnacavallo, San Michele (29 settembre).
Frutto di un uvaggio di Chardonnay e di altri vitigni precoci, fermentato a freddo con lieviti selezionati, è un vino giovane già pronto a fine settembre, grazie alla vendemmia agostana, per essere bevuto in occasione della festa del Patrono di Bagnacavallo, San Michele (29 settembre).
Bagnacavallo: IL BURSON
E' un vitigno antico, unico ed autoctono. Il nome deriva dal soprannome dato alla famiglia Longanesi che negli anni cinquanta ebbero il merito di credere nella potenzialità di queste uve e di salvarle dall'estinzione. E' vinificato secondo tradizione ed affinato successivamente in barriques.
E' un vitigno antico, unico ed autoctono. Il nome deriva dal soprannome dato alla famiglia Longanesi che negli anni cinquanta ebbero il merito di credere nella potenzialità di queste uve e di salvarle dall'estinzione. E' vinificato secondo tradizione ed affinato successivamente in barriques.
Russi: LA CANENA NOVA
Esistono due correnti di pensiero: c'è chi la considera un vino e chi la ritiene un semplice mosto. In ogni caso è certo che alla Fira di Sett Dulur non può assolutamente mancare. Per produrre questa bevanda servono le uve "canena dal raspo rosso", "barzemino", "ciliegiolo", "ancellotta", ma anche, quando è possibile, "negretto" e "curnacia" che ha la funzione di schiarire il vino molto presto.
Esistono due correnti di pensiero: c'è chi la considera un vino e chi la ritiene un semplice mosto. In ogni caso è certo che alla Fira di Sett Dulur non può assolutamente mancare. Per produrre questa bevanda servono le uve "canena dal raspo rosso", "barzemino", "ciliegiolo", "ancellotta", ma anche, quando è possibile, "negretto" e "curnacia" che ha la funzione di schiarire il vino molto presto.
Massa Lombarda: LA PESCA E LA NETTARINA DI ROMAGNA IGP
La pesca e la nettarina di Romagna hanno ottenuto l'Indicazione Geografica Protetta dall'Unione Europea sulla base del Reg. UE 2081/92. Il riconoscimento tutela la tipicità e l'unicità di una coltura che rappresenta a pieno titolo la storia della frutticoltura italiana.
La pesca e la nettarina di Romagna hanno ottenuto l'Indicazione Geografica Protetta dall'Unione Europea sulla base del Reg. UE 2081/92. Il riconoscimento tutela la tipicità e l'unicità di una coltura che rappresenta a pieno titolo la storia della frutticoltura italiana.
Russi: LA ZUZIZINA
Caratteristico piatto da gustare durante la Festa della Madonna di "Sètt Dulur". L'impasto dell'insaccato, si ricava usando carne giovane ed appena macellata, condita con sale, pepe, composta ed insaccata nelle budella di pecora chiamate "i rudlé" ed anellata a tre salsiccini per tre. La cottura fatta sia ai ferri che in padella, deve essere breve.
Caratteristico piatto da gustare durante la Festa della Madonna di "Sètt Dulur". L'impasto dell'insaccato, si ricava usando carne giovane ed appena macellata, condita con sale, pepe, composta ed insaccata nelle budella di pecora chiamate "i rudlé" ed anellata a tre salsiccini per tre. La cottura fatta sia ai ferri che in padella, deve essere breve.






